LE AREE PROTETTE I SERBATOI DI NATURALITÀ

Ambito di transizione tra le colline della Valle Umbra e l'Appennino Centrale, l'area si estende per circa 50.000 ettari fra 300 e 1652 m s.l.m. Il territorio è compreso tra due massicci calcarei, la montagna Spoletina e il complesso Coscerno - Aspra, separati dal fiume Nera che nel suo procedere incontra valli, gole e pareti rocciose di straordinaria bellezza.

La ricchezza della Valnerina è oltremodo testimoniata dalla presenza di diversi ambiti di tutela del patrimonio paesaggistico e naturalistico.

11 sono i siti appartenenti alla Rete Natura 2000 tra i siti di importanza comunitaria (SIC) e le zone di protezione speciale (ZPS), distribuiti su una superficie di 25.000 ha, pari al 40% di tutto il territorio.

L'obiettivo principale della Rete Natura 2000 è la costituzione di una rete ecologica organica a tutela della biodiversità. La rete non viene concepita come un sistema isolato ma in continua connessione con i territori contigui, che spesso costituiscono l'anello di collegamento tra l'ambiente antropico e quello naturale. La caratteristica innovativa di tale rete è che fornisce l'opportunità di far coincidere le finalità di conservazione della natura con quelle dello sviluppo economico.

Oltre alla presenza dei siti afferenti alla rete Natura 2000, sono presenti due parchi: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Fluviale del Fiume Nera.

Il parco dei Monti Sibillini venne costituito nel 1993 per salvaguardare e valorizzare l'ambiente di una vasta area (circa 70.000 ha.) dell'Appennino umbro-marchigiano, coincidente con la catena montuosa dei Monti Sibillini. Una catena di montagne di origine calcarea che vanta numerose cime oltre i 2.000 metri ed il cui massiccio centrale è formato dal Monte Vettore (2476 metri), dalla cima del Redentore (2422 m.), dalla Cima del Lago (2422 m.) e da Pizzo del Diavolo (2410 m.).

Il nome leggendario della catena ci riporta a favole e racconti popolari di origine medioevale, tramandatisi di generazione in generazione tra gli abitanti dei vari borghi e che raccontano storie di maghi, streghe e demoni, e collocano la mitologica figura della Sibilla all'interno di una grotta sita nella montagna che per l'appunto prende il nome di Monte Sibilla (2173 m.). Le leggende raccontano anche di un carro, che trasportava il corpo di Ponzio Pilato condannato a morte dall'imperatore Vespasiano, trainato da tori impazziti che giunti sul Vettore si gettarono nelle nere acque del lago che prenderà in seguito il nome di lago di Pilato.

Il parco fluviale del fiume Nera, con una superficie di 2120 ettari, è la porta naturale al parco Nazionale dei Monti Sibillini. E' stato istituito nel 1995, con lo scopo di tutelare un patrimonio di valore inestimabile.

Si estende su un territorio costellato da interessanti testimonianze culturali, archeologiche, e monumentali. Il Parco, che tutela il corso del Nera ed del suo affluente Velino, è regno delle acque limpide e fredde che lanciandosi nella Cascata delle Marmore, danno vita ad uno straordinario spettacolo della natura. Il Nera scorre tra ripidi versanti ed è sempre accompagnato da una notevole vegetazione: salici, pioppi, ed ontani neri fiancheggiano le sponde, formando in qualche tratto una galleria verde sull'acqua. A caratterizzare la Valle del Nera oltre alla Cascata delle Marmore, sono i borghi fortificati. Sorsero nel periodo medievale, quali visibili guardiani dell'espansione del Ducato di Spoleto e a presidio delle vie d'accesso al Regno di Napoli.

Un altro ambito di tutela dell'area, fa riferimento all'art. 12 del Piano urbanistico Territoriale (PUT) che definisce le zone di elevata diversità' floristico-vegetazionale. Tali zone si estendono per circa 44.500 ha circa e nelle stesse si devono perseguire obiettivi di protezione degli habitat che comprendono le specie floristiche rare minacciate di estinzione o vulnerabili, protezione delle specie animali e vegetali autoctone attraverso il divieto di introdurre specie non autoctone e la sostituzione di quelle già presenti, tutela dell'assetto morfologico ed idrogeologico, tutela del bosco di primaria importanza naturalistica o naturale e la preservazione delle caratteristiche della macchia mediterranea, nonchè la tutela assoluta e la valorizzazione dei castagneti da frutto, tutela delle praterie primarie, disciplinandone le eventuali forme di pascolo ed i carichi di bestiame massimi ammissibili.