I CENTRI DELLA VALNERINA

Cascia

Cascia è posta sul colle di Sant'Agostino, lambito dal fiume Corno, circondata da verdi montagne nella fascia appenninica a sud dei Monti Sibillini. La città insieme ad Assisi (per San Francesco) è conosciuta in tutto il mondo per aver dato i natali a Santa Rita. Antico centro di fondazione italico del VI-V sec. a.C., conobbe l'avvicendarsi di Umbri, Etruschi, Sabini e Romani. Cascia ha una storia millenaria i cui segni, fortemente impressi nel suo territorio, sono inoltre riccamente illustrati da reperti archeologici, testimonianze epigrafiche, documenti d'archivio, monumenti e oggetti di valore storico-artistico.

L'origine è sicuramente da far risalire a qualche secolo prima della fondazione di Roma, nel periodo in cui questo territorio era abitato da popolazioni italiche dedite per lo più alla pastorizia e che, seguendo antichissime vie di transumanza, vennero a contatto ed in parte contribuirono alla formazione della nascente civiltà romana. La testimonianza più importante ed imponente di questo periodo è lo splendido tempio di Villa S. Silvestro, mentre molti altri reperti archeologici sono conservati nel Museo di Palazzo Santi, a Cascia, ed in altri musei italiani e stranieri.

La presenza di importanti magistrature, documentate dalle epigrafi, e recenti rinvenimenti archeologici dimostrano come Cascia ed il suo territorio fosse un centro di rilievo in età romana. L'Imperatore Vespasiano traeva le sue origini familiari proprio da questo territorio.

I rivolgimenti e lo scompiglio dell'età barbarica, mitigata dalla presenza degli ordini monastici, è stata compensata da una splendida epoca comunale che vide Cascia, a partire dal secolo XII, protagonista delle vicende turbolenti di guelfi e ghibellini che animarono gran parte del territorio umbro. La stessa conformazione arroccata di Cascia e di gran parte dei paesi del territorio comunale la si deve alle scelte difensive effettuate in quell'epoca.

La collocazione di Cascia ai confini con il Regno di Napoli ne ha fatto un caposaldo dello Stato Pontificio, di cui Cascia è stato irrequieto presidio fino al 1860.

Pur con la ricchezza di fonti che caratterizza la storia di Cascia, regna la più assoluta incertezza sui significato del suo stemma: una donna in piedi che reca nella mano destra un giglio e nella sinistra una serpe.

La città si presenta già da lontano, con la classica struttura di castello di pendio, tipica degli abitati che sorgono nell'area umbro-sabina. Da vedere oltre ai luoghi della Santa, il Palazzo Carli, esempio più interessante di architettura civile della città.

Cerreto di Spoleto

Cerreto di Spoleto è ubicato su un colle calcareo, il San Sebastiano, tra il fiume Nera e il fiume Vigi, circondata da boschi di lecci (da qui derivò il nome) si erge come sentinella della Valnerina com'è in posizione strategica e panoramica.

Proprio questa sua invidiabile e difendibile posizione, nel periodo medievale ne fece oggetto di aspre contese tra Spoleto e Norcia. Oggi il Borgo custodisce all'interno palazzi e chiese a testimonianza di una ricca storia; per citarne alcuni la chiesa di Santa Maria Delibera con le opere di Felice Damiani e Camillo Angelucci da Mevale, il complesso monastico di San Giacomo, con affreschi del '300 e del '400 e sede del Centro di Ricerche Antropologiche della Dorsale Appenninica.

Nei dintorni è possibile segnalare l'Eremo della Madonna della Stella nella frazione Rocchetta e a Borgo Cerreto la chiesa di San Lorenzo del XIII, a Triponzo le Terme di Triponzo, di epoca romana

Monteleone di Spoleto

Monteleone di Spoleto è situato su un colle lungo la valle del fiume Corno, nelle vicinanze del confine con la provincia di Rieti. Vanta antichissime origini come testimoniato da rinvenimenti archeologici venuti alla luce nei pressi della cittadina in località Colle del Capitano tra cui un sepolcreto dell'Età del Bronzo ed una biga del VI sec. a.C. perfettamente conservata , oggi esposta al Metropolitan Museum di New York di cui il comune di Monteleone se ne vorrebbe riappropriare.

L'Età Medievale ha plasmato il piccolo centro nella forma che ancora mantiene: un castello di pendio, baluardo della valle del Corno.

Da vedere la Torre del Corno con il suo arco ogivale che in origine era la porta d'accesso dell'antico castello, il Palazzo Barnabò del XV secolo ancora ben conservato, la chiesa di S. Francesco del XIII secolo che custodisce affreschi nel piano inferiore del chiostro del 1400 di Jacopo da Leonessa.

Norcia

Norcia si trova nel cuore della Valnerina e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Con antichissime origini, si è sviluppata alla fine del V secolo a.C., centro di fondazione etrusco, Nursia (in etrusco Norcia, cioè Fortuna), fu declamata da importanti poeti e scrittori latini quali Livio, Plutarco e Virgilio. Quest'ultimo nell'Eneide citò Ufente, condottiero dei Nursini, alleato di Turno, nelle lotte contro Enea. La città che ha dato i natali a San Benedetto (Patrono d'Europa) e Santa Scolastica, oggi si presenta circondata interamente da mura antiche.

Sulla principale piazza della città, al centro della quale si erge la statua di S. Benedetto ad opera dello scultore Giuseppe Prinzi (1880), si affacciano i monumenti più importanti.

L'attuale Basilica di S. Benedetto risale al 1389, fu però modificata in seguito ai danni provocati dal terremoto nei sec. XVII e XVIII. La Basilica, presenta una caratteristica facciata con portale gotico finemente scolpito, un rosone e delle nicchie laterali con le statue di S. Benedetto e di sua sorella S. Scolastica. Anche il campanile è del 1388, ridotto però in altezza. Sul fianco destro della basilica è addossata la Loggia dei Mercanti (o Portico delle Misure), costruita nel 1570 e riedificata dopo il terremoto del 1859.

A sinistra della Basilica di S. Benedetto si erge il Palazzo Comunale; sopra al portico del XIV sec. si apre al primo piano un loggiato arioso (ora chiuso) del 1876, al quale porta una scalinata coeva. Il campanile è del 1713. Nella cappella del palazzo si conserva un reliquario del 1450.

Di fronte si alza La Castellina, la rocca fatta costruire da Papa Giulio III su progetto del Vignola (1554-63) per ospitare il Prefetto della Montagna. L'edificio a pianta quadrata con bastioni angolari a forte scarpata fu costruito sul sito del Palazzo del Podestà e dell'antica Pieve di S. Maria Argentea. Al primo piano ospita il Museo Civico - diocesano, che raccoglie opere provenienti da Norcia e dal suo territorio comprese tra i sec. XIII e XVIII, fra cui opere di Giovanni della Robbia, Nicola da Siena, Antonio da Faenza. Da segnalare, un gruppo scultoreo ligneo, "Deposizione" del XIII sec., e una pala di Jacopo Siculo.

Preci

Posto sul versante sinistro della piccola Valle Castoriana, in Valnerina, troviamo Preci, già citata nel Dialogorum Libri del 594 d.C. da San Gregorio per la presenza di numerosi eremi prebenedettini.

Tra varie alterne vicende oggi si presenta come caratteristico borgo medievale sviluppatosi nel XIII secolo per la Scuola di Chirurgia di Preci, attorno al castello ancor oggi la cittadina conserva il suo aspetto cinquecentesco caratterizzato dalle mura castellane. Tra le numerosissime chiese all'interno di Preci, nei dintorni citiamo l'Abbazia di Sant'Eutizio, fondata dai monaci Siriani (i Padri del Deserto) nel V secolo.

E' stata la culla del monachesimo occidentale, poichè San Benedetto da Norcia si recava spesso da questi monaci che sono stati i suoi padri spirituali. L'esterno ha un bel portale romanico, e la facciata è originale, opera di Mastro Pietro. L'interno, ad una navata, con il presbiterio rialzato e la cripta divisa da due colonne, custodisce le spoglie di Sant'Eutizio, un coro ligneo del XVI secolo opera dell'artista locale Antonio Seneca.

Molto suggestive le grotte del V secolo dove vivevano gli eremiti e il percorso naturalistico e storico che da qui si diparte con un sentiero (grazie all'intervento di Legambiente) fino a Norcia nell'incantato paesaggio della Val Castoriana.

Poggiodomo

Mille metri d'altezza, duecento abitanti: solo da questi pochi dati numerici si comprende il carattere di questo piccolo comune dove la natura domina incontrastata, talmente preponderante che l'uomo non ha mai neppure tentato di dominarla, ma se ne è servito come sicuro rifugio, come luogo per estraniarsi e meditare.

Nella spirale delle alterne vicende umane Poggiodomo è stato meta di monaci, eremiti, mistici, fuoriusciti del ghibellinismo medioevale, fino ai ribelli partigiani, che nell'ultima guerra fondarono proprio da queste parti le brigate più operative.

Di ciascuna presenza si legge ancora il segno in questo territorio.

Paradigma di questo splendido isolamento è l'eremo della Madonna della Stella, sempre conteso fra Poggiodomo e Cerreto, frequentato, da centinaia di anni, da grandi mistici che vi hanno trovato rifugio e ne hanno fatto luogo privilegiato di vita contemplativa.

Sant'Anatolia di Narco

Sant'Anatolia può vantare la primogenitura fra i comuni della Valle.

Fu dapprima abitata dal popolo dei Naharci, ma il suo nome attuale si deve ad Anatolia, giovane patrizia romana, martirizzata per il suo credo, nel 253 a Tora presso Rieti, insieme al suo carceriere e carnefice Audace, dopo averlo convertito; il suo culto è stato introdotto in Valnerina dai benedettini.

Il fiume e la Valle sono stati sempre una presenza forte per questa terra perennemente sulla difensiva, tanto che l'unica forma di insediamento è stato il castello: la stessa S. Anatolia e le frazioni di Caso, Gavelli e Castel S. Felice, sono il risultato urbanistico di antichi castelli di pendio. La valle, proprio qui a S. Anatolia, si definisce nel suo aspetto duro entrando nel pieno del sistema montuoso Coscerno - Aspra.

Il fiume, ora risorsa, fu considerato nell'antichità un terribile drago, che con il suo fiato avvelenava l'aria e che fu sconfitto solo grazie all'intervento di due Santi: Mauro e Felice.

Questa suggestiva allegoria della bonifica del territorio è stata splendidamente scolpita sulla facciata della chiesa di S. Felice ai piedi del Castello omonimo.

I monumenti di maggiore interesse sono: la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa di Santa Cristina, la Chiesa di San Michele Arcangelo in località Gavelli e la Chiesa di San Felice in località Castel San Felice.

Scheggino

Scheggino è il centro in più diretto contatto con il Fiume Nera.

Tale Paese gode di un paesaggio veramente singolare, dovuto alla particolare bellezza della vallata del Nera in questa zona. Le splendide Fonti di Valcasana che sgorgano a poca distanza dal paese sono un esempio dello spettacolo che la natura offre in queste zone. Il turista che si rechi a Scheggino sarà deliziato dai colori e dai sapori della natura, che qui offre tartufi di raffinata qualità e trote di fiume dal sapore verace. La chiesa di San Nicolò, in pieno centro storico, risale al secolo XIII ma è stata interamente rifatta nel corso del XVI secolo. Pregevoli affreschi si trovano all'interno in corrispondenza dell'abside, attribuibili allo Spagna, molto attivo in questa regione durante gran parte della sua vita. La chiesa di Santa Felicita, pur essendo del pieno periodo romanico, stupisce per il suo stile primitivo che ne fece erroneamente attribuire la datazione al periodo longobardo.

Il tartufo, che qui a Scheggino è il perno di tutte le attività, ha dato un'ulteriore prova della sua versatilità, legandosi nobilmente ai pesci di fiume.

Le fonti di Valcasana sono una specie di giardino naturale, dove le acque scorrono placidamente fra lecci, roverelle, pini d'Aleppo e bosso: un ambiente consigliato per rinfrancare lo spirito.

Sellano

Posta lungo la valle del torrente Vigi, affluente di destra del Fiume Nera, venne fondato intorno all' anno 84 a.C. dai romani.

Mai abbastanza forte da poter essere indipendente, ma ritenuta sempre un ottimo punto strategico per la sua posizione geografica, nei secoli il suo destino diviene indissolubilmente legato a quello dei centri vicini. Appartenne quindi in epoche successive al Ducato di Spoleto, poi al Regno Pontificio e infine al feudo della famiglia Collicola.

I principali monumenti sono il Palazzo Comunale, edificio con prospetto cinquecentesco e all'interno tracce di affreschi del sec. XVI, la Chiesa di S. Francesco detta Madonna della Croce, terminata nel 1538, a pianta ottagonale con pronao sormontato da timpano e corpo absidale a pianta rettangolare, la Chiesa di S. Maria, edificata nel sec. XIII e ricostruita nel sec. XVI, con all'interno tele dei sec. XVI e XVII, un pulpito di noce intagliato e un trittico su fondo oro del sec. XV.

Vallo di Nera

Situato su un poggio disteso sui due versanti della valle del fiume Nera, ha origini antichissime con ritrovamenti archeologici protostorici ed elementi toponomastici che avvalorano la tesi dell'esistenza di popolazioni autoctone già nel VIII sec. a.C.

Borgo pittoresco, oggi è annoverato tra i Borghi più belli d'Italia, cinto da mura con porte e torri del tempo di Corrado di Spoleto (XII sec.) Vallo di Nera conserva intatta la sua struttura urbanistica medievale.

All'interno del borgo la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è del XIII secolo con all'interno un affresco di Jacopo Siculo, la chiesa di Santa Maria è del XIII secolo, dove all'interno vi è un affresco del XIV secolo raffigurante S. Francesco. Nei dintorni tra le numerose chiese racchiuse tra suggestivi paesaggi, citiamo l'Abbazia di Santa Maria de Ugonis, oggi detta chiesa dell'Eremita del IX secolo sorta sui resti di un antico eremo. In località Geppa troviamo i resti del Castello del XIII sec.

Nei dintorni numerosissime chiese, torri e castelli tracciano i contorni di una storia tipicamente ancestrale.